Se vuoi trovare lavoro a colpo sicuro, o mantenerlo, devi puntare in ambito Data Scientist o Social Media Manager. Se invece ambisci a lavorare in ambito amministrativo o manifatturiero, inizia a cercare un’alternativa. È lo scenario che viene fuori dal report “Future of Jobs” del World Economic Forum, che spiega quali sono le professioni in rialzo e quali quelle in calo. Molto importante anche il ripensamento dell’organizzazione aziendale, anche se, tra le italiane, solo in pochissime (17%) si sono attrezzate, come rivela un altro studio, il “Global Talent Trends Study 2018”, realizzato da Mercer, società di consulenza globale per lo sviluppo e l’organizzazione del capitale umano. Una ricerca effettuata confrontando le opinioni di alti dirigenti, addetti alle risorse umane e dipendenti in 57 Paesi tra cui l’Italia.  

Il rapporto è suddiviso in cinque categorie chiave. Prende in analisi il livello di cambiamento delle aziende su innovazione e competenze (Change of Speed), il livello di soddisfazione dei dipendenti nella propria attività quotidiana (Working wih Purpose), opzioni di lavoro più flessibili (Permanent Flexibility), l’uso di modelli di risorse umane aggiornati con piattaforme per il talento (Platform for Talent) e una pervasiva presenza degli strumenti digitali (Digital from the Inside Out). 

Change of Speed  
Il 71% dei top manager italiani prevede che almeno un ruolo su cinque nella propria organizzazione cesserà di esistere nei prossimi cinque anni. Il cambio di ruolo per i dipendenti, o la riqualificazione delle competenze, diventa quindi fondamentale. Ma solo il 31% delle aziende italiane sta aumentando l’accesso ai corsi di apprendimento online e ancora meno (il 17%) sta promuovendo attivamente la rotazione tra ruoli all’interno dell’azienda. Tutte percentuali di molto inferiori alla media globale.  

Working with Purpose  
Sentirsi realizzati personalmente e professionalmente, con opportunità di apprendimento e sperimentazione è importante per il dipendente che sente di avere uno scopo da raggiungere. Se non c’è questa condizione i lavoratori sono pronti a cambiare: uno su tre ha manifestato il desiderio di lasciare l’azienda nella quale si trova per una mancanza di opportunità in carriera. Fondamentali sono anche la correttezza e l’equità delle politiche retributive nelle opportunità di promozione. Ma solo il 37% dei dipendenti italiani afferma che la propria azienda li garantisce, considerevolmente meno del 53% che sente di poterlo affermare su base mondiale. 

Permanent Flexibility  
Per rendere al meglio, i dipendenti chiedono opzioni di lavoro più flessibili oltre a un maggior controllo delle loro vite personali e professionali. Al giorno d’oggi il 96% dei top manager considera la flessibilità del lavoro una parte fondamentale da attuare nella propria azienda (16 punti percentuali in più dell’80% della media globale). Per quanto riguarda i direttori dei settori risorse umane in Italia, solo il 15% considera la propria azienda leader di settore in materia di opzioni di flessibilità. E c’è anche un altro fattore frenante: il 58% dei dipendenti teme ancora che la scelta verso forme di lavoro flessibili possa incidere negativamente sulle loro prospettive di crescita. 

Platform for Talent  
L’84% dei top manager italiani prevede un aumento della competizione per acquisire i migliori talenti. A questo dato se ne aggiunge un’altro: l’83% dei dipendenti di diverso livello prenderebbe in considerazione la possibilità di lavorare come freelance per più aziende. Un cambiamento che si riverserebbe anche nel ruolo del manager, chiamati non più a poter contare interamente sul tempo e la disponibilità di “sottoposti”, ma ad adottare una prospettiva di collaborazione, con talenti “trasversali” a dipartimenti o funzioni, spostando le competenze ove sono necessarie o creando hub di servizio con lavoratori molto qualificati ed esperti. 

Digital from the Inside Out  
Solo il 14% delle aziende si dichiara in grado di offrire un’esperienza di livello ai propri dipendenti, in linea con il 15% della media globale. Il 62% dei dipendenti italiani, inoltre, ritiene che la tecnologia sia cruciale per il successo di business mentre solo un terzo afferma di disporre degli strumenti digitali opportuni per svolgere il proprio lavoro. Il 33%, infine, interagisce già con le risorse umane attraverso canali digitali (in rincorsa rispetto alla media del campione pari al 43%).  

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