Avete mai sentito parlare dei perennials? Anche se la risposta è no, sappiate che molto probabilmente ne conoscete già almeno uno. Addirittura potreste anche esserlo voi stessi. Qualsiasi sia la vostra età consideratevi chiamati all’appello. 

Baby Boomers, Generation X, Millennials. Accanto a queste generazioni, ne viene riconosciuta un’altra, nuova, in cui tutti possono identificarsi, che abbiano 18 o 80 anni. Sono i “perennials”, quelli che a qualsiasi età “siano rilevanti, in fiore, seguano quel che avviene nel mondo, siano al corrente sulle nuove tecnologie, abbiano amici di tutte le età, siano curiosi e compassionevoli e aiutino gli altri, abbiano una visione globale del mondo e fiducia in sé stessi”.

 

Come si diventa perennials?

Questo nuovo termine è entrato in voga negli ultimi anni a partire dal mondo dello showbiz ed esprime un concetto di persona non proprio facile da identificare. In pratica in questa categoria non si vuole escludere quelli nati negli anni 2000, ma ampliare i confini e accogliere chi era stato escluso dalla generazione dei millennial

Come già successo precedentemente con i millennials, anche con i perennials si rischia di creare confusione. Se i millennials per qualche tempo sono stati intesi erroneamente come “influencer”, questi ultimi non si sa bene dove collocarli. In realtà, proprio come i primi, una figura non prescinde l’altra. Si può essere influencer a qualsiasi età ma i nati negli anni 2000 saranno sicuramente facilitati ad esserlo solo per essere nativi digitali, e quindi per avere un’elasticità mentale che manca ai nati prima degli anni ’80. 

 

Un’imprenditrice digitale ha coniato il termine

Proprio per evitare che si generi il caos intorno a questo tipo di classificazione generazionale, l’imprenditrice digitale Gina Pell ha deciso di coniare questo nuovo termine: “perennials”, con l’obiettivo di offrire maggiore inclusione

Per perennial non si intende una generazione nata in un particolare lasso di tempo, bensì uno stato mentale: “Perennial non è un eufemismo in chiave leggera per persone importanti sopra i 40 anni – conferma l’esperta - Anche i millennial sono perennials, così come lo sono gli ottuagenari e i bambini. Sono persone che si lasciano coinvolgere, sono curiosi, fanno da mentore, sono appassionati, creativi, sicuri di sé, collaborativi, hanno un mondo di pensare globale, si assumono rischi perché continuano a spingersi oltre i limiti e sanno come azzardare”.

 

L’identikit del perennial italiano

Secondo il Rapporto Coop 2019, i perennials italiani rispondono a caratteristiche ben precise. 

- Sono più green dei millennials: il 100% di loro fa la raccolta differenziata, l’89% ha un ridotto consumo di plastica, il 79% ha ridotto il consumo di carne, il 70% ha sostituito l’auto con i mezzi pubblici e il 64% acquista prodotti bio. 

- Amano stare online: acquistano sul web, pagano attraverso le app, utilizzano social network, e guardano serie tv in streaming. 

- Sono interessati alle novità: mangiano cibo etnico e utilizzano servizi di food delivery.

- Sono proiettati verso il futuro: il 44% si reputa ottimista e il 30% è desideroso di fare nuove esperienze. 

- Si mantengono attivi: l’89% si reputa più in forma dei coetanei e il 12% dichiara di fare regolarmente attività fisica. 

Infine il Rapporto fotografa quella che potrebbe essere una giornata tipo di un perennial e la divide così: il 13,3% della giornata viene dedicato alla cura di sé, il 19,4% alla passione per la cucina, il 26% alla cura della famiglia, il 26,8% alla cura degli animali domestici, il 33,8% alla vita di coppia e il 34,3% al lavoro. 

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