Cultura
Cinema, fabbrica d’innovazione

Il Cinema ha da sempre un legame molto stretto con l’innovazione, ed è per sua natura specchio dell’evoluzione tecnologica. Nato nel 1895 per opera dei fratelli Lumiere, in poco più di un secolo ha visto prima l’avvento del sonoro, poi del colore, fino ad arrivare all’era del digitale, dal 3D e all’utilizzo sempre più massiccio della grafica computerizzata, che ha rivoluzionato la tecnica degli effetti speciali. Il primo film sperimentale da questo punto di vista fu Tron, del 1982. Da allora sono stati fatti passi da gigante: dal “morphing” di Terminator 2, passando per il fotorealismo digitale di Jurassic Park fino alla motion capture di Avatar. Senza dimenticare Toy Story, del 1995, il primo film d'animazione sviluppato completamente in computer graphic.

E il progresso non si ferma. Negli ultimi anni si sono susseguiti esperimenti di ogni genere, con il cinema sempre più contaminato dalle nuove tecnologie e dai nuovi canali di comunicazione: da Unsane di Steve Soderbergh, girato solo con l’iPhone, a “Senza tenere premuto”, cortometraggio realizzato sulle stories di Instagram fino a “Black Mirror”, il primo film interattivo lanciato da Netflix sulla sua piattaforma nel dicembre del 2018. E c’è chi è al lavoro per applicare al cinema l’intelligenza artificiale, portando i robot dietro la macchina da presa.

Intanto con l’uscita nelle sale di Gemini Man, il film di Ang Lee prodotto dalla Twentieth Century Fox, si è scritta una nuova pagina dell’evoluzione cinematografica. Innanzitutto si tratta del primo film ad avvalersi della tecnologia 3D+, un nuovo sviluppo del 3D in grado di catturare anche il più piccolo dettaglio: 120 fotogrammi al secondo, contro i 24 del cinema tradizionale e i 60 dei videogame, per una fluidità di azione mai vista.

E poi per la prima volta si vedono interagire sullo schermo due personaggi interpretati dallo stesso attore, ma di età diverse. Impossibile? No, se la versione più giovane è stata ricreata completamente in digitale.

E così un Will Smith ventenne, guidato al 100% dalla performance in motion capture dello stesso attore, interagisce con il Will Smith 51enne di oggi. Ancora una volta il cinema va oltre all’immaginazione, e chissà cosa ci riserverà in futuro. Vedremo... Del resto, per citare l’eroina del film “Via col vento”: domani è un altro giorno.

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