La somma dei termini Nobel e Ignobile dà Ignobel, perfetto riassunto di quello che rappresenta il premio IgNobel: i riconoscimenti per le ricerche più bizzarre e stralunate dell’anno, quest’anno arrivati alla loro 28esima edizione. Ospitati al Sanders Theatre, edificio storico della Harvard University a Cambridge, nel Massachusetts, sono stati consegnati davanti a millecento spettatori. Come da copione il lancio di centinaia di aeroplanini di carta per dare il via alle celebrazioni e, per finire, l’ironico commiato di rito: “Se non avete vinto il premio stanotte – ma soprattutto se lo avete vinto – non preoccupatevi: avrete più fortuna l’anno prossimo”.

L’ambito premio? Una banconota da dieci bilioni di dollari dello Zimbabwe. Una cifra impensabile che, purtroppo, cambiandola in euro dà solo quaranta centesimi. Ecco i progetti premiati:

• Medicina: l’effetto delle montagne russe sui calcoli renali
Un giro sulle montagne russe, dice un’équipe di scienziati della Michigan State University in uno studio pubblicato sul Journal of the American Osteopathic Association, potrebbe essere efficace anche per trattare i calcoli renali, muovendoli dalla loro sede e facendoli scivolare verso l’uretere, il tubo che connette reni e vescica. Il premio è stato ritirato da Dave Wartinger, professore emerito al College of Osteopathic Medicine dell’ateneo statunitense.

• Antropologia: siamo uomini o scimpanzé?
Uno studio condotto da un’équipe della Lund University e pubblicato sulla rivista Primates ha svelato che l’emulazione interspecie corre parallela su due binari: tanto i primati tendono a riprodurre le nostre azioni quanto noi le loro. Le osservazioni degli scienziati, condotte nello zoo di Lund, in Svezia, hanno infatti mostrato che circa il 10% di tutte le azioni compiute da esseri umani e scimpanzé erano imitazioni dei gesti dell’altra specie. Tra i gesti “imitati” più di frequente ci sono battere le mani, baciarsi e colpire i vetri delle finestre.

• Biologia: cameriere, c’è una mosca nel mio vino
La motivazione del premio dice tutto: “A Paul Becher, Peter Witzgall e colleghi, per aver dimostrato che gli esperti di vino riescono a identificare senza sbagliare, basandosi solo sull’aroma, la presenza di una singola mosca in un bicchiere di vino”. Nel loro studio, pubblicato sul server di pre-print BiorXiv nel 2017, gli esperti hanno osservato che bastano quantità infinitesimali (un nanogrammo, per la precisione) di un feromone prodotto dalle femmine del moscerino della frutta per attrarre i maschi per conferire al vino un sapore e odore inconfondibili e sgradevoli. Otto sommelier tedeschi lo hanno confermato.

• Chimica: l’efficacia della saliva
L’équipe portoghese di César Viana e colleghi ha portato avanti uno studio, pubblicato sugli Studies in Conservation nel 1990, attraverso cui hanno cercato di capire se, come e quanto la saliva umana fosse adeguata alla pulizia delle superfici sporche. “I risultati del nostro test”, scrivevano allora gli autori, “hanno confermato che la saliva è il ‘miglior’ prodotto per pulire le superfici testate, soprattutto in virtù dell’azione esercitata dagli enzimi che contiene e, più banalmente, per l’azione pulente dell’acqua”.

• Educazione medica: s’impara molto dall’auto-colonscopia
IgNobel 2018 per l’educazione medica all’intrepido Akira Horiuchi, del Dipartimento di gastroenterologia allo Showa Inan General Hospital di Komagane, in Giappone, che ha pubblicato sulla rivista Gastrointestinal Endoscopy (nella rubrica “Pensiero laterale”: mai nome fu più appropriato) un lavoro in cui condivide con i propri pari “le lezioni che ho imparato eseguendo una auto-colonscopia da seduto”, posizione che a detta dell’esperto sarebbe ben più consona rispetto a quella supina. “Nella nostra esperienza”, continua il clinico, “l’auto-colonscopia si è mostrata essere non solo possibile, ma anche semplice ed efficiente”. In ogni caso, il suggerimento è di non riprovarla a casa.

• Letteratura: non leggete quelle istruzioni
Lo studio si chiama Life is too short to RTFM ed è stato pubblicato nel 2014 sulla rivista Interacting with Computers a firma di un gruppo di scienziati della School of Design alla Queensland University of Technology, in Australia. Ufficialmente, l’acronimo sta per Read the Field Manual, letteralmente “leggere il manuale operativo”, anche se i più maliziosi credono che la F indichi una parola ben più volgare (“leggere il fottuto manuale”). Il lavoro ha certificato dati alla mano che la maggior parte dei consumatori non legge il manuale di istruzione dei prodotti che utilizza. In particolare i soggetti maschi, giovani e ben istruiti.

• Nutrizione: con il cannibalismo si dimagrisce
“Paragonati ad altri animali, l’essere umano è molto poco nutriente”. Così James Cole, della University of Brighton, a proposito dei risultati del suo studio pubblicato lo scorso anno su Scientific Reports. Senza fare troppi giri di parole, e sperando di non urtare la sensibilità di nessuno, la sostanza è proprio questa: l’équipe di Cole ha valutato l’apporto nutrizionale della carne umana e l’ha comparato con quello di altre prede disponibili nel Paleolitico. Secondo le sue stime, l’Homo sapiens è particolarmente leggero: cinghiali e castori forniscono circa 900 calorie per chilo di carne, mentre per la nostra specie la cifra scende a poco più di 300. Tra l’altro, la percentuale di muscolo in un corpo umano è pari al 38%, inferiore quindi rispetto a quella presente in altre prede, tra cui cavalli, rinoceronti lanosi o mammut.

• Pace: guidare rende molto nervosi
Nell’articolo che è valso loro il premio IgNobel, pubblicato a gennaio 2017 sul Journal of Sociology and Anthropology, Francesco Alonso e i colleghi dell’Università di Valencia hanno misurato precisamente frequenza, motivazione ed effetti di urla e imprecazioni lanciati mentre si guida. Scoprendo che – almeno in Spagna – il 41,6% dei guidatori non ha mai insultato altri automobilisti. Chissà che risultati si otterrebbero ripetendo l’esperimento in Italia.

• Medicina riproduttiva: cara, mi passi un francobollo?
IgNobel per la medicina riproduttiva all’équipe di John Barry, della divisione di urologia allo University of Oregon Health Sciences Center statunitense, conferito in virtù di uno studio pubblicato nel 1980 sulla rivista Urology in cui si descrive “una tecnica basata sull’uso di francobolli per rilevare le erezioni notturne al fine di valutare l’impotenza”. Funziona così: l’uomo applica dei francobolli postali sul proprio pene flaccido prima di dormire; se al risveglio i dentelli tra i francobolli si presentano strappati tra loro, vuol dire che è avvenuta la cosiddetta tumescenza peniena notturna, ossia una erezione spontanea del pene durante la notte, il che fa escludere una disfunzione erettile di tipo organico.

• Economia: capi troppo spietati? Provate con il vodoo
Se avete problemi col capo non appellatevi ai sindacati ma rivolgetevi alla magia nera. Uno studio condotto dall’équipe di Lindie Lang, docente alla Wilfrid Laurier University dell’Ontario, in Canada (e infallibilmente premiata con un IgNobel), ha svelato infatti che costruire con le proprie mani una bambola vodoo del capo, trafiggerla con spilli, bruciarla e torturarla provoca un immediato senso di sollievo e una “minore percezione di ingiustizia”. Ma anche, meraviglia delle meraviglie, aumenta le prestazioni cognitive.

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