Cultura
Il museo creato da un algoritmo

È attesa entro la fine dell’anno a Dubai l’inaugurazione del Museo del futuro, una struttura pionieristica che si preannuncia come una delle mete più interessanti in vista di Expo 2020, in programma proprio nella città degli Emirati Arabi.

Quest’opera d’ingegneria moderna è alta 78 metri e ha una superficie di 30mila metri quadrati. La struttura è interamente rivestita con facciate in acciaio inossidabile e vetro, con un motivo a disegni intrecciati che richiama la scrittura araba. La realizzazione dell’opera ha rappresentato un percorso non facile che ha richiesto moltissimo lavoro, in cui l’interazione umano-macchina è stata fondamentale. Già a partire dalla progettazione.

Il Museo del futuro, commissionato dall’emiro di Dubai e costato 136 milioni di dollari, è stato progettato grazie all’aiuto dell’intelligenza artificiale. L’intero processo di costruzione è infatti stato possibile grazie al sistema Building Information Modeling, basato su un algoritmo: si tratta di una tecnologia tridimensionale collaborativa che permette di progettare e documentare lo sviluppo dell’opera.

In particolare, il sistema ha agito su dettagli quasi impercettibili all’occhio umano, ma fondamentali per la tenuta ingegneristica dell’edificio.

I lavori proseguono, e saranno terminati entro l’anno. Oltre al Museo del Futuro, sono diversi i cantieri all’opera per far venire alla luce nuove costruzioni e infrastrutture di proporzioni faraoniche in vista dell’Expo. Basti pensare a Hyperloop, il treno iperveloce a levitazione magnetica che permetterà di andare da Abu Dhabi a Dubai, percorrendo 157 chilometri in 12 minuti, o Aladdin City, con le sue tre torri rivestite d’oro.

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