Occhiali che traducono, anelli che prendono appunti: i wearable del CES 2026

Come ogni anno, a gennaio il CES di Las Vegas ha dato un’idea di quali tecnologie ci accompagneranno nei mesi successivi. L’edizione 2026 ha avuto un tema dominante: l’intelligenza artificiale applicata agli oggetti che si indossano ogni giorno.

Occhiali che non sembrano smart

I prodotti più interessanti sono stati gli occhiali. Gli Even Realities G2 assomigliano a normali occhiali da vista, possono montare lenti graduate e non hanno la fotocamera, ma integrano un piccolo schermo, invisibile dall’esterno, che mostra notifiche, notizie e la trascrizione in tempo reale di una conversazione; si comandano con un anello che fa da touchpad. I Leion Hey2 puntano invece su un’unica funzione: la traduzione simultanea, in più di cento lingue e con una latenza inferiore al mezzo secondo, visualizzata direttamente sulle lenti.

Anelli e assistenti tascabili

Molto presenti anche gli anelli intelligenti. Il Pebble Index 01 funziona come un registratore vocale in miniatura: basta sussurrare un’idea e la nota viene trascritta e inviata allo smartphone; costa 99 dollari e la batteria dura fino a due anni. Il Looki L1, un piccolo dispositivo da portare al collo, registra la giornata e ne conserva solo i momenti ritenuti utili. Tra le novità c’è anche un progetto italiano, gli auricolari Human Pods di Rolling Square, collegati a un assistente basato sull’intelligenza artificiale che dialoga con posta elettronica e calendario e svolge alcune operazioni al posto dell’utente.

La salute sale sulla bilancia

Non manca la parte dedicata al benessere. La bilancia Withings Body Scan 2 misura oltre 60 parametri del corpo in circa novanta secondi e, grazie all’intelligenza artificiale, li tiene sotto controllo nel tempo, segnalando eventuali rischi di ipertensione o di alterazioni del ritmo cardiaco e invitando a rivolgersi a un medico. Nel complesso, il CES 2026 ha mostrato dispositivi sempre più capaci di ascoltare, osservare e registrare quello che facciamo: strumenti utili, che aprono però anche il tema di quanti dati personali siamo disposti a condividere.

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