Combinare sport ed ecologia non è mai stato così facile. Il plogging è un nuovo modo di fare jogging che include il sollevamento pesi e il lancio del giavellotto, ma cosa più importante aiuta l’ambiente. Il peso sollevato e lanciato, infatti, è quello dei rifiuti raccolti durante la corsa. 

Il plogging non è solo una sfida contro sé stessi, ma una vera e propria guerra contro l’inquinamento che chiunque può fare. 

 

Come nasce il plogging?

Il plogging nasce da una semplice domanda: perché non ripulire il tragitto che facciamo mentre andiamo a correre raccogliendo cartacce, mozziconi, plastica, lattine e bottiglie? Dopo essersi posti questa domanda, a Stoccolma un gruppo di runner ha scelto di far diventare quest’idea una vera e propria disciplina sportiva dal carattere eco-friendly

Ad alimentare il successo di questa nuova disciplina sono stati anche i social e in particolare Instagram. La foto postata sul profilo di uno dei primi plogger ha fatto il giro del mondo diventando virale e ottenendo non pochi seguaci. Attualmente su Instagram ci sono oltre 4 mila post con l’hashtag #plogging, utilizzato dai ploggers per caricare foto prima, durante e dopo le loro uscite.

 

Cosa vuol dire plogging?

Il termine Plogging deriva dal verbo "plocka upp" che, nella lingua svedese, vuol dire appunto raccogliere, ripulire, unito al più famoso jogging

 

Chi sono i plogger?

I plogger sono quegli sportivi che praticano questa nuova disciplina, ma non solo. Questo tipo di runner mantiene in forma il proprio corpo e la propria mente ripulendo prati, strade e aiuole. La tenuta da plogging prevede scarpe da corsa, tuta, pantaloncini o leggings, T-shirt e – ecco la novità – un sacchetto spazioso in cui poter raccogliere lattine, plastica, cartacce, mozziconi e ogni genere di rifiuto incontrato lungo il percorso. In certi casi, il plogger porta con sé anche una bacchetta per raccogliere i rifiuti in modo da non gravare troppo sulla schiena per l’intera durata dell’attività di plogging.

 

Altre eco-runs

Dal 2015 in Italia, ogni anno, viene organizzato Keep Clean And Run. Si tratta di un’eco-maratona che coinvolge gli abitanti di numerosi comuni: tutti invitati alla pulizia del proprio quartiere. Un’iniziativa che raduna ogni anno sempre più partecipanti: con zaino e smartphone in mano, tracciano e raccolgono i rifiuti abbandonati in cui si imbattono. 

In Francia, nel 2016, l’osteopata Nicolas Lemonnier ha creato un gruppo su Facebook dal nome “Run Eco Team” e ha lanciato una sfida ecologica agli amanti del running: raccogliere rifiuti durante le corse, seguendo lo slogan “Courir pour un monde plus propre”, ovvero “Correre per un mondo più pulito”. Inutile dire che anche in questo caso l’iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo e in pochi mesi ha raccolto più di un migliaio di eco-runner

Da questo progetto è nata un’associazione con oltre 20 mila membri in 103 Paesi. In soli due anni sono stati organizzati oltre 400 eventi nel mondo.

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