«Oggi noi all’interno dei mezzi di comunicazione, social o meno che siano, contribuiamo a deformare la conoscenza. Anche con semplici filtri alle nostre foto deformiamo in qualche modo la realtà che ci circonda. E poi ci sono le fake news manipolative, che vogliono offendere e attaccare la reputazione di qualcuno. Queste però sono solo il 5-7% di tutte le fake news che ci circondano, cioè le notizie deformate da tutti noi». Sono parole di Andrea Fontana, sociologo della comunicazione e dei media narrativi e autore di diversi libri. L’ultimo, “#Iocredoallesirene – Come vivere (e bene!) in un mare di fake news” (ed. Hoepli) parla proprio delle bufale che inondano la rete, e della distorsione della comunicazione ai tempi dei social network.

E il problema-bufale è più che mai all’ordine del giorno: la presidente della Camera Laura Boldrini e la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli  hanno lanciato il primo progetto di educazione civica digitale, #BastaBufale, il progetto di educazione civica digitale rivolto agli studenti delle medie e delle superiori. Un decalogo al momento formato da 8 “comandamenti”: gli altri due arriveranno direttamente dai ragazzi, dopo un percorso di confronto nelle scuole. Questi i punti della campagna:

1. Condividi solo notizie che hai verificato

2. Usa gli strumenti di internet per verificare le notizie

3. Chiedi le fonti e le prove

4. Chiedi aiuto a una persona esperta

5. Ricorda che anche Internet e i social network sono manipolabili

6. Riconosci lo stile delle notizie false

7. Hai un potere enorme: usalo bene

8. Dai il buon esempio: non lamentarti del buoi ma accendi una luce, segnala  le notizie false che hai scoperto

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