I social network in questi ultimi anni hanno avuto un legame stretto con la politica. Da quando si è capito che erano uno straordinario strumento di propaganda i social sono stati usati abbondantemente dai politici. Spesso hanno modificato l’andamento di elezioni. Purtroppo però il suo uso a fini elettorali ha avuto risvolti preoccupanti. In molti hanno cercato di affossare gli avversari con fake news. Ci sono molte pagine che le propagano cercando di spostare il consenso. Succede in tutti i Paesi, e questo è un problema per il corretto svolgimento delle elezioni.

Facebook impone il silenzio elettorale

Proprio per questo Facebook ha deciso di imporre il silenzio elettorale sul social più popolare una settimana prima delle elezioni americane. Il sospetto che 4 anni fa le fake news e le interferenze abbiano modificato l’esito è troppo forte. Dunque si corre ai ripari. E’ Mark Zuckerberg in persona ad annunciare la contromisura attraverso un post Facebook: “Sono preoccupato perché la nostra nazione è così divisa e i risultati elettorali, che richiederanno giorni se non settimane per essere elaborati, potrebbero portare a disordini civili in tutto il paese”.

Le regole

Nella settimana che precederà il voto americano, che si svolgeranno il 3 novembre, non sarà più permesso pubblicare nuovi annunci politici da parte dei candidati e verranno segnalati tutti quei post che annunceranno la vittoria di uno partito o dell’altro prima che si concludano definitivamente gli scrutini. Le presidenziali 2020 sono un punto di svolta importante in una nazione divisa e attraversata da diverse crisi: i tanti casi COVID-19, la disoccupazione portata dalla pandemia, le manifestazioni black live matters che vedono contrapposti in alcuni casi i manifestanti per i diritti delle persone di colore con militanti di estrema destra suprematista.

L’impegno di Facebook è volto a non ripetere gli errori già commessi durante la campagna elettorale del 2016, durante la quale la diffusione virale di determinati contenuti ha avuto un ruolo cruciale nell’esito delle elezioni. Sono stati rimossi gruppi e utenti vicini al suprematismo bianco (come quelli del movimento Boogaloo), quelli che diffondo le teorie QAnon e quelli che fanno propaganda per conto del Cremlino. Ora, per salvaguardare l’intero processo elettorale, almeno secondo le intenzioni Zuckerberg, vengono introdotti nuovi strumenti che vogliono impedire agli elettori di essere influenzati al momento del voto.

Insomma un intervento a tutto campo per non fornire una potentissima arma a gruppi che intendono destabilizzare il Paese e influenzare questo importantissimo voto.

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