V2I è l’acronimo di Vehicle to Infrastructure. E’ da qui che, seguendo l’abitudine consolidata del settore automotive di dare una sigla a ogni progetto o tecnologia nuovi, trae il nome una delle ricerche più rivoluzionarie degli ultimi tempi, apprezzata e condivisa sia dalle case automobilistiche mondiali sia dalle grandi compagnie proprietarie delle infrastrutture stradali.

Con la rapida crescita dei dispositivi connessi in tutto il mondo, le opportunità per l'automobile di trarre vantaggio da queste nuove informazioni disponibili sono in crescita esponenziale. Il concetto è molto semplice: le compagnie produttrici di autovetture mettono a disposizione dei loro clienti auto contenenti apparecchiature sofisticate e all’avanguardia, allo stesso tempo le strade principali e le autostrade diventano intelligenti e si connettono con le tecnologie presenti sui veicoli.

Secondo il Dipartimento americano dei trasporti su strada, l’80% degli incidenti automobilistici potrebbero essere evitati grazie al miglioramento della connettività veicolo-strada. Inoltre grazie a questi dispositivi molti problemi che oggi rendono congestionato il traffico potrebbero essere notevolmente attenuati, vedi il tempo sprecato a cercare un parcheggio oppure l’intasamento delle strade nelle ore di punta.

A tal proposito proprio in America c’è chi cerca di ritagliarsi un ruolo da protagonista su questo mercato. Amazon sta puntando a sviluppare la tecnologia necessaria affinché le auto senza conducente funzionino. Un network di dati, basandosi su alcune informazioni come velocità di percorrenza, traffico e destinazione, sarà capace di indicare ai veicoli il percorso ottimale. Si eviterebbero così code e anche molti incidenti.

Sempre in territorio americano anche Audi ha appena presentato il Traffic Light Information che, grazie al modulo connessione dati LTE presente sull'auto, comunica in tempo reale con il centro che gestisce il funzionamento dei semafori, e informa il guidatore, tramite un conto alla rovescia su strumentazione o head-up display – quanti secondi mancano al verde.

I due colossi Apple e Google non sono certo da meno. L'azienda di Cupertino sta effettuando investimenti massicci nello studio del machine learning e dell'automazione e la smart car della mela morsicata dovrebbe diventare realtà tra il 2019 e il 2020, mentre Google ha stretto un accordo con la FCA (Fiat Chrysler Automobiles) per la realizzazione di una selfdriving car in grado di dialogare con l’ambiente circostante, anch’esso sempre più smart.

Il settore automotive sta puntando non più sulla potenza dei motori, ma sulle interfacce di controllo dei veicoli, i contenuti e la connettività. Tra qualche anno le auto saranno accessori molto più simili a un telefonino che a una macchina.

E l’Italia cerca di non rimanere indietro: dopo aver impiegato più di 50 anni per concludere l’autostrada Salerno-Reggio Calabria è in cantiere il progetto per trasformarla in una smart road a tutti gli effetti. È in fase avanzata, spiega infatti la società, la gara da 20 milioni di euro che prevede la fornitura di “infrastrutture tecnologiche avanzate”, la cui messa in opera si concluderà nel 2020. E i servizi offerti non saranno solo Vehicle to Infrastructure ma anche Vehicle-to-Vehicle per permettere una guida autonoma sempre più sicura.

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