I numeri parlano chiaro: per migliorare la vita in tutta Europa dovremo rinunciare al petrolio e ai suoi derivati. I risparmi calcolati nel settore della mobilità saranno enormi e riguarderanno il calo dell’inquinamento e quindi la relativa diminuzione di morti da smog e il crollo della bolletta energetica che pesa come un macigno sulle casse dei Paesi europei.

Lo studio “Fuelling Europe’s Future”, presentato a inizio 2018, mette insieme per la prima volta nella storia forze e aziende molto differenti tra loro ma con un unico obiettivo: quello di abbandonare una volta per tutte il cosiddetto “oro nero”. Renault-Nissan, European Consumer Organisation, IndustriAll European Trade Union, Air Liquide, European Aluminium, Enedis, Transport & Environment, EUROBAT, ABB, BMW, Lease Europe, Michelin, Valeo, ETUC si sono riuniti sotto la bandiera dell'European Climate Foundation.

Un cambio di marcia, quello a cui stanno lavorando, che potrebbe portare a grandi miglioramenti in tutta Europa. Secondo l’analisi tecnica della società Cambridge Econometrics, l’addio al petrolio porterebbe nel vecchio continente 206 mila posti di lavoro entro il 2030, un taglio alla bolletta energetica pari a 49 miliardi di euro, una riduzione delle emissioni dell’88% nel 2050 e 467mila morti premature causate dall’inquinamento in meno. Per arrivare a ottenere risultati simili prima bisogna investire in infrastrutture, tra cui almeno 23 miliardi per le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici entro il 2030.

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