Per chi già utilizza la bicicletta per spostarsi in città, sa che nel nostro Paese ci sono diversi problemi a cui andare incontro. Primo fra tutti è l’alto tasso di furti delle due ruote. A pensare e realizzare un sistema risolutivo è stata l’università di Pisa con il sistema Save my bike.

Muoversi in bici significa anche incrementare la mobilità sostenibile. Ma come fare? L’obiettivo di Save my bike è infatti duplice: premiare i cittadini virtuosi e proteggere il loro mezzo a due ruote dai furti.

 

Come funziona Save my bike

Il sistema si basa su una sola app che monitora gli spostamenti dei cittadini in bicicletta ed è dotata di sensori RFID che disincentivano il furto di questi mezzi ecologici. Il progetto nasce dal dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, finalista del premio RegioStars 2018, assegnato alle migliori iniziative realizzate dalle regioni europee attraverso l'utilizzo di fondi comunitari, nella categoria "Raggiungere la sostenibilità attraverso basse emissioni di carbonio".

L’obiettivo principale è la creazione di aree sicure in cui lasciare la bici, con un segnale acustico e un avviso che arriva sul cellulare in caso di furto, e con la possibilità di denunciare il furto dalla piattaforma e dall'applicazione GoodGO, sviluppate da GeoSolutions, su cui si può caricare la foto della propria bici.

I sensori installati sul veicolo operano più o meno come il Telepass e quando un ausiliare del traffico o un vigile, mediante un lettore portatile dei tag, ritrova una bici rubata, il suo cellulare manda l'avviso di ritrovamento al legittimo proprietario mediante la app.

 

Un servizio in tempo reale

"Attraverso la app e il portale web - spiega Eleonora Fontana di Geosolutions Sas - l'utente si iscrive al servizio e registra i propri mezzi: ogni bicicletta riceve un codice e, tramite la tecnologia RFID, la applicazione sarà in grado di visualizzare in real time gli spostamenti".

Il progetto è sostenibile fin dalla scelta dei sensori montati e necessari a far ritrovare le bici: "I dispositivi che abbiamo scelto sono a basso costo, passivi, posizionati in modo tale da essere invisibili e inamovibili", spiega Paolo Nepa, docente del dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Pisa, sviluppatore del sistema insieme ai colleghi Andrea Michel e Vittorio Franchina.

Grazie all’esperienza di NewGOO, che ha reso possibile l’installazione degli RFID, è stato possibile dichiarare guerra a uno dei principali disincentivi all’uso delle biciclette: il furto.

 

L’esperimento pilota a Livorno

I cittadini di Livorno sono stati scelti come i primi a poter testare questo servizio, con l’obiettivo di liberare le strade dal traffico, nell’interesse della qualità della vita di tutti, anche di chi non utilizza la bici. Su mille biciclette è già stato installato gratuitamente il servizio per testare e sensibilizzare i livornesi. Il tutto è stato possibile grazie al contributo della Commissione Europea.

"La app GoodGO - aggiunge Massimiliano Petri della cooperativa Tages, che coordina il progetto - serve anche a sensibilizzare sull'adozione di buone pratiche quotidiane: installandola sul proprio telefono i cittadini possono avere informazioni sulla mobilità sostenibile, come la percentuale di diminuzione del rischio vascolare, l'abbattimento di Pm10, la riduzione del traffico veicolare, e perfino il risparmio in termini di costi ogni volta che usano un mezzo a due ruote. Inoltre gli utenti possono partecipare a un gioco sociale che premia con diversi incentivi i comportamenti ecologicamente più sostenibili, in modo da sostituire sempre più l'uso dell'auto con quello delle due ruote".

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