L’emergenza sanitaria legata al coronavirus che ha sconvolto l’Italia, e gran parte del mondo, rischia di cambiare il nostro modo d’essere, di lavorare e perfino di pranzare.

Smart working

Questa epidemia ha portato a cambiare il modo di vivere e di lavorare. Nel nord Italia, già dai primi giorni, molte società, qualora ci fosse la possibilità, ha adottato lo smart working. Per non bloccare le attività ai dipendenti è stato chiesto di lavorare da casa.

Una pratica poco usata in Italia, ma che in alcuni Paesi è già stata sdoganata. La necessità sta dimostrando che è possibile farlo e questo ha portato dei vantaggi: ambientali, di vivibilità delle città e di minor stress per i lavoratori. Naturalmente questa possibilità può essere utilizzata con un’accezione diversa, anche perché la socialità e la condivisione in ufficio è importante.

Permettere, però, il telelavoro ai dipendenti per 2/3 giorni alla settimana è una modalità da prendere in considerazione anche quando l’emergenza sarà passata.

Mensa delivery

Per chi deve comunque recarsi al lavoro, che sia in ufficio o in fabbrica, c’è un ulteriore problema: la pausa pranzo. Gli assembramenti sono vietati, ed è difficile recarsi in mensa, che sia aziendale o esterna, per pranzare. Così alcune startup hanno pensato a fornire un servizio di mensa delivery.

Tra le startup che hanno tracciato la strada c’è la francese Dejbox, controllata per il 60% da Carrefour, che già da tempo provvede a consegnare il pranzo in ufficio. In questo modo l’insegna della grande distribuzione organizzata si è guadagnata una fetta del ricco e interessante mercato che provvede a recapitare a domicilio i piatti nelle aziende. 

Le cifre parlano di un mercato, quello delle mense, che tra Regno Unito, Italia, Francia, Germania e Spagna vale circa 30 miliardi di euro. Solo in Italia vale circa 3 miliardi di euro, e fino ad oggi è totalmente offline. Ma entro il 2025 le stime parlano di un mercato online che nel nostro Paese sarà di circa il 5%, vale a dire 150 milioni di euro.

Un processo che l’emergenza Covid-19 potrebbe accelerare. Già operanti sul mercato italiano ci sono startup come Foorban (nata come consegne di cibo a domicilio a casa) che per esempio ha annunciato l’avvio della terza mensa aziendale. Tra i servizi di questa startup c’è un’app che permette al dipendente di prenotare il piatto direttamente dalla scrivania, in modo da saltare il passaggio in cassa all’ora di pranzo.

Instant Future

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