Non un errore, nemmeno un momento d’indecisione, un pizzico d’arroganza e tanta spettacolarità. È la ricetta del cestista perfetto. E se ai più nostalgici viene in mente Michael Jordan o Shakil O’Neil, dobbiamo abbandonare gli anni ’90 e 2000 e arrenderci al futuro.

Il cestista perfetto oggi si chiama Cue ed è un robot dalle sembianze umane progettato dagli ingegneri del gruppo Toyota con un unico scopo: segnare, sempre. In questi giorni Cue è stato messo a confronto con dei malcapitati giocatori professionisti di basket dell’Alvark Tokyo, la squadra giapponese sponsorizzata proprio dalla Toyota. Cue ha battuto i suoi colleghi umani in una gara di tiri liberi 10 a 8.

Per il team che ha dato vita al gadget sarebbe stato sicuramente più semplice progettare un classico braccio meccanico, come Comau Racer, il robot addestrato dal nostro connazionale Marco Belinelli che finì per superare il suo maestro, ma Cue ha sembianze umanoidi. È alto 190 centimetri e indossa la canotta del team, ma soprattutto è dotato di gambe e braccia snodabili, il cui movimento prende parte all’evoluzione del tiro, mimando esattamente le sequenze attuate da un cestista in carne e ossa, ma rendendo più difficili i calcoli per la riuscita di un tiro perfetto.

Secondo quanto riportato da Toyota, il robot è stato allenato e tarato ossessivamente con un numero infinito di lanci, fino ad arrivare ad ottenere il 100% di canestri in sequenze da 200 mila tiri. Insomma, anche per i robot l’allenamento è fondamentale per vincere una gara. 

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