Robotica
I robot in corsia d'ospedale

Si chiamano R1 e Pepper e potremmo trovarli tra una corsia e l’altra di ospedale che dialogano con medici e pazienti. Fino a poco tempo fa lo hanno fatto alla "Casa Sollievo della Sofferenza", a San Giovanni Rotondo, non lontano da Foggia. In una sorta di tirocinio, Pepper è stato impiegato per monitorare le stanze dei pazienti e allertare i medici in caso di pericolo. R1 invece ha assistito i pazienti nella routine quotidiana, accompagnandoli a fare esami o terapie.

I due robot sono stati in grado di svolgere i compiti grazie alla propria intelligenza artificiale che, d’ora in poi, dovranno sfruttare ancora di più. Finito il periodo di “prova” iniziato a novembre, R1 e Pepper stanno provando a fare un passo in più: gli scienziati si aspettano che imparino a comprendere un paziente, diventando in grado di codificare le informazioni ricevute e di farlo in maniera autonoma. 

Entrambi i robot hanno le braccia e si muovono su ruote. R1 ha un'intelligenza artificiale che gli permette di interagire con l'uomo e, grazie a questa caratteristica, sarà utilizzato in ospedale anche per capire le emozioni e lo stato fisico del paziente. Durante l'interazione potrà inoltre raccogliere dati utili per fare una prima diagnosi.

Il tutto è stato messo in piedi da tre realtà italiane del mondo della ricerca, dell'innovazione e della sanità: una collaborazione triangolare tra l'Istituto italiano di tecnologia, che ha realizzato R1, il laboratorio di ricerca di Roma di Konica Minolta e la "Casa Sollievo della Sofferenza" e dall'azienda giapponese SoftBank robotics, che ha realizzato Pepper. La sperimentazione durerà 2-3 anni sempre al San Giovanni Rotondo. Se tutto andrà bene si allargherà ad altri ospedali italiani e francesi. 

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