All’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna c’è una novità. Si chiama Pepper, è alto un metro e venti per 28 chilogrammi di peso, allegro e amichevole vi starà subito simpatico. Non è una persona, ma un robot e il suo compito è osservare, ascoltare e rispondere in maniera appropriata alle domande dei passeggeri.

Grazie all’intelligenza artificiale e a informazioni precaricate nei suoi microchip, può dialogare con il pubblico in italiano e inglese e aiutare a capire dove si trova il banco check-in di una determinata compagnia, dove andare se si è già in possesso della carta di imbarco, come gestire i bagagli ed altro ancora. Il suo compito è soprattutto quello di intrattenere, incuriosire e rilassare i passeggeri alle prese con le procedure legate alla partenza di un volo.

Pepper ha tre ruote multidirezionali, che gli permettono di muoversi a una velocità massima di tre chilometri orari. I 20 motori di cui è dotato, inoltre, gli consentono di muovere testa, braccia e schiena: può gesticolare, piegarsi e anche ballare. Per il momento, Pepper sarà attivo per otto ore al giorno, tutti i giorni, in prossimità dell’Info Point in Area Check-in, ma nel futuro potrebbe spostarsi in altre aree del Terminal.

Una scelta che conferma la volontà dell’aeroporto di Bologna di puntare sulle nuove tecnologie per migliorare l’esperienza di viaggio dei passeggeri. Nasce da un’idea di Intesa Sanpaolo Innovation Center con il supporto tecnico delle società Experientia e Softec, che hanno permesso la personalizzazione del robot realizzato dal colosso giapponese Softbank Robotics.

Pepper è il primo robot italiano di questo tipo, ma, a giudicare dalle premesse, potrebbe presto essere clonato in altrettanti aeroporti del Bel Paese.

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