Siamo nell’era in cui il web la fa da padrone e in cui molti oggetti di uso quotidiano sembrano assumere vita propria grazie all’internet of things. Una vera e propria rivoluzione dove la tecnologia ha sempre meno bisogno del contributo umano. E il settore giornalistico non fa eccezione.

L’informatico Kris Hammond ha scommesso che entro il 2025 il 90% delle notizie lette dal grande pubblico sarà prodotto da un computer con poco o nessun contributo umano. È sua l’azienda Narrative Sciences, lanciata nel 2010, che in un solo anno è stata in grado di scrivere automaticamente oltre 3 milioni di cronache sportive per un sito del settore. L’idea è nata dal voler coprire, come fossero eventi sportivi nazionali, tutte le gare e i campionati “minori” degli sport studenteschi negli Stati Uniti. E così volontari appartenenti alle squadre stesse inviano i risultati dei match e il sito aggiunge la sintesi della gara e un breve sommario. Un lavoro enorme che, se fosse fatto da giornalisti in carne e ossa, avrebbe costi proibitivi.

Il software alla base di tutto si chiama Quill, raccoglie e macina grandi quantità di dati ed elabora automaticamente articoli di facile fruizione per il lettore. A oggi produce anche articoli e brevi lanci su trimestrali, indici di borsa e altro per Forbes. Un’altra società simile è Automated Insights: anche lei ha iniziato con le cronache sportive automatizzate, col nome di StatSheet, nel novembre 2010, e poi si è allargata nel 2011 per diventare una società editoriale digitale che produce contenuti informativi per imprese, settore immobiliare, assistenza sanitaria e altri tipi di attività. Oggi ha più di 10 clienti nel campo dei media: clienti del calibro di Microsoft, Associated Press, Bloomberg e Yahoo.

Se fino a pochi anni fa si affidavano alle intelligenze artificiali solo colossi americani, ora anche nel Vecchio Continente s’intravedono i primi esperimenti. Il Financial Times di Londra si affida al software Emma per la redazione di articoli finanziari: i giornalisti ci mettono mano solo per titolarli e renderli più accattivanti. In Francia, L’Equipe sta preparando un sistema per fare la cronaca delle partite di rugby, dopo il successo di sistemi analoghi per le partite di calcio. L’intelligenza artificiale rischia quindi di far estinguere i giornalisti? Di sicuro abbatte i costi di produzione e di redazione, ma ci sono cose che i computer ancora non sono in grado di fare: inserire in un articolo approfondimenti, qualità e ironia. Un esempio è il caso della Tribune Publishing, un'istituzione del giornalismo Usa, recentemente rinominata Tronc. Dopo aver annunciato di voler aumentare di 50 volte il volume della propria produzione di video grazie all'intelligenza artificiale, è subito ritornata sui propri passi quando ha scoperto che gli utenti stoppavano i video automatizzati dopo i primi secondi.

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