Ci sono i rimedi della nonna, che sicuramente sono fantasiosi, ma non sempre efficaci, e poi c’è il tempo che diamo agli enzimi del nostro organismo per metabolizzare ciò che abbiamo bevuto. I rimedi per combattere il post-sbornia non sono poi tanti, ma ora ci potrebbe essere una svolta. Guardando alla naturale reazione del corpo umano alle bevute, gli scienziati della Keck School of Medicine dell'Università della California meridionale hanno messo a punto un antidoto che sembra ridurre gli effetti più tossici dell’alcol.

Cheng Ji, esperto in malattie del fegato, si è concentrato su tre tipi di enzimi in particolare, capaci di convertire l’alcol in molecole innocue, che vengono poi eliminate dall’organismo. Le loro proprietà erano già note, ma occorreva studiare come consegnarli in modo sicuro al fegato: per proteggere e avvolgere gli enzimi. Ecco perché si è caduti sulla scelta di nanocapsule in materiali già approvati dalla Food and Drug Administration americana.

Secondo i primi test, le capsule sono in grado di consegnare il prezioso carico al fegato, riducendo il livello di alcol nel sangue del 45% in sole 4 ore. Nel frattempo, la concentrazione di acetaldeide - un sottoprodotto tossico e cancerogeno dell’alcol, responsabile di mal di testa, nausea e rossore sul viso - sono rimasti al minimo. I prossimi studi verificheranno che le capsule siano sicure e prive di effetti collaterali. Se tutto andrà per il meglio, i primi test clinici sull’uomo dovrebbero iniziare tra circa un anno. Più che per lenire gli effetti del dopo-sbronza (sarebbe meglio moderare il consumo di alcol all’origine) le capsule serviranno a ridurre la tossicità dell’alcol nei pazienti che arrivano gravemente intossicati al pronto soccorso.

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