Scienza & ricerca
Più idrogeno, più green

È l’elemento chimico più abbondante in natura, è un importante conduttore di energia e la sua combustione non produce inquinamento. Stiamo parlando dell’idrogeno, il combustibile del futuro, che si candida a un ruolo da protagonista nella grande sfida globale al cambiamento climatico. Difficilmente si potrà centrare l’obiettivo emissioni zero fissato per il 2050 senza puntare e investire su questa molecola.

 

The Hydrogen Challenge

Entro quella data il consumo di energia in Italia potrebbe essere soddisfatto dall’idrogeno per il 23%. Lo dice uno studio Snam-McKinsey, presentato in occasione dell’evento The Hydrogen Challenge, organizzato a Roma proprio da Snam, azienda leader in Europa nel settore delle infrastrutture energetiche.

Durante i due giorni d’incontro, cui ha preso parte anche il premier Giuseppe Conte, l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà ha siglato un doppio accordo, con Israele e con il CNR, per rafforzare la ricerca sull’idrogeno e sulle nuove tecnologie innovative al servizio della green economy.

 

Le difficoltà

Ma le difficoltà non mancano: l’idrogeno non è presente sulla Terra allo stato puro, ma soltanto combinato ad altri elementi chimici, e per ottenerlo servono processi produttivi che richiedono molta energia e costi elevati. Per questo non si è ancora arrivati a una produzione su larga scala e il suo utilizzo è ad oggi limitato.

Tuttavia le cose sono destinate a cambiare: si stima che il valore dell’economia dell’idrogeno aumenterà dagli attuali 100 miliardi di dollari l’anno a 2.500 miliardi nel 2050 a livello globale. In questo scenario l’Italia può essere un mercato attrattivo grazie alla presenza diffusa di energia rinnovabile e di una rete capillare per il trasporto di gas.

 

Più idrogeno più green

L’obiettivo è arrivare nei prossimi anni a produrre l’idrogeno in modo totalmente green, attraverso il processo di elettrolisi da fonti rinnovabili come eolico e solare, e poi trasportarlo utilizzando le infrastrutture esistenti in modo da accelerare i tempi e limitare i costi per la realizzazione di nuovi condotti dedicati.

E qui l’Italia può giocare un ruolo chiave: ad aprile 2019 infatti proprio Snam ha avviato la sperimentazione per l’immissione di una miscela di gas naturale e idrogeno al 5% nella rete di trasporto gas nazionale. La sperimentazione, prima nel suo genere in Europa, ha avuto luogo a Contursi Terme, in provincia di Salerno, e la miscela di idrogeno e gas è andata a rifornire due industrie della zona, con ottimi risultati.

E così l’azienda ha annunciato che entro la fine del 2019 farà una nuova sperimentazione, sempre nello stesso tratto di rete, aumentando al 10% il quantitativo di idrogeno. La ricerca va avanti, perché è sempre più diffusa la convinzione che l’idrogeno possa essere un game changer in grado di garantire un futuro energetico sostenibile.

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